La Melanzana

La melanzana è una pianta erbacea annuale a ciclo estivo appartenente alla
famiglia delle Solanacee, che si è diffusa in Europa solo nel XV secolo e solamente nelle località che disponevano di un clima atto alla sua coltivazione:
la melanzana infatti richiede una temperatura di circa 22-25°C durante il giorno per poter crescere in maniera ottimale.

È una pianta tipica principalmente dell’Asia sud-orientale e dell’Africa: in Europa e negli Stati Uniti è abbondantemente coltivata, ma non risulta essere dal punto di vista economico una delle più diffuse.
Anche dal punto di vista del terreno, la melanzana appare una pianta che esige un terreno ricco di nutrienti: per esempio, la carenza di magnesio nel terreno non permette la crescita della pianta.

Il frutto, che può avere diverse forme, da quelle più tondeggianti a quelle più allungate, può avere colorazioni differenti a seconda della specie di melanzana e viene comunemente utilizzato in cucina come contorno ai secondi piatti o come condimento di primi piatti gustosi. Il nome ufficiale di questa pianta è Solanum melongena L. e, come tutte le piante della famiglia a cui appartiene (peperoni, pomodori, patate e tabacco) può contenere una sostanza, chiamata solanina, con potenziale effetto tossico.

In particolare approfondiremo questo argomento in fondo all’articolo, nel paragrafo dedicato alle controindicazioni.

La presenza di numerosi antiossidanti e di una quantità limitata di carboidrati rendono tuttavia la melanzana un importante ortaggio, che si consiglia di aggiungere alla propria alimentazione.

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Valori nutrizionali

 La melanzana va consumata previa cottura, ma un recente studio ha dimostrato che il trattamento termico non diminuisce il contenuto di antiossidanti presenti nel frutto.
Le poche calorie delle melanzane fanno di questo ortaggio un alimento ipocalorico e pertanto adatto alle diete per perdere peso. Inoltre, il suo limitato contenuto di carboidrati e la presenza di una buona quantità di fibra la rendono un ottimo alimento anche per chi soffre di diabete mellito di tipo 2.

La melanzana è inoltre ricca di diversi micronutrienti. In particolare, possiamo trovare un buon quantitativo di fosforo e potassio (circa il 5% dell’assunzione giornaliera raccomandata) e quantitativi più bassi di ferro, calcio, sodio e zinco (rispettivamente il 2%, l’1,4%, l’1,7% e l’1,8% delle assunzioni raccomandate per ciascuno dei minerali citati.
Per quanto riguarda le vitamine, le melanzane contengono molta vitamina C e vitamine del gruppo B: in particolare di tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), vitamina B6 e folati (vitamina B9, acido folico).

Benefici per la salute

Le molecole antiossidanti e i fitochimici presenti nelle melanzane conferiscono a questo ortaggio diverse proprietà benefiche. In particolare, la melanzana è utile per prevenire la stipsi, favorisce il benessere cardiovascolare e svolge un buona azione antiossidante.

Inoltre, gli estratti di questo ortaggio vengono utilizzate come antimicrobici e antivirali. Vediamo ora in dettaglio tutti i benefici delle melanzane.

Trattamento della stipsi

Come vi abbiamo anticipato nei paragrafi precedenti, la melanzana è un ortaggio molto ricco di fibre e può essere considerata un buon lassativo naturale. Proprio per questo motivo risulta un ottimo alleato in caso di stitichezza: le fibre contenute nella buccia della melanzana non vengono digerite nel nostro intestino, in parte vengono fermentate dalla flora batterica e in parte richiamano acqua nel lume intestinale.
Entrambi i meccanismi appena descritti aumentano la motilità intestinale, migliorando la condizione di stitichezza. Inoltre, la buccia della melanzana e parte della polpa sembrano stimolare la secrezione di bile, che possiede un fisiologico effetto lassativo.

Effetto di protezione cardiovascolare

Sono state testate le proprietà delle melanzane (sia crude, sia grigliate) di diminuire il rischio di patologie cardiovascolari. La somministrazione di melanzane per un periodo di 30 giorni migliorava nei topi la funzione ventricolare e il flusso sanguigno nell’aorta a seguito di un attacco ischemico.

Effetto antiossidante

Tra i benefici delle melanzane troviamo anche quelli antiossidanti. Come vi abbiamo anticipato infatti, la melanzana contiene diversi composti fenolici ad azione anti-ossidante. Tra questi citiamo l’acido clorogenico, l’acido caffeico e la nasunina. Quest’ultima molecola è in grado di combattere i radicali liberi, grazie alla sua capacità di chelare il ferro, un metallo particolarmente reattivo.

Azione anti-angiogenica e prevenzione oncologica

La nasunina ha anche la capacità di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni e pertanto sembra essere utile nel rallentare la formazione e la moltiplicazione di cellule tumorali.

Contro il colesterolo alto

La melanzana negli ultimi anni è stata largamente utilizzata, proprio a causa della quantità di polifenoli in essa contenuti, come cura in caso di livelli ematici di colesterolo totale e colesterolo LDL elevati, soprattutto nei paesi dell’America meridionale. A tal proposito, alcuni studi hanno valutato positivamente la proprietà della melanzana di abbassare i livelli di colesterolo.
Tuttavia è bene segnalare che questi studi sono stati effettuati su un campione di persone relativamente piccolo e l’effetto delle melanzane sul colesterolo non può prescindere da una dieta sana e bilanciata.

Benefici per la pelle

La melanzana, infine, viene ampiamente utilizzata in ambito cosmetico per la preparazione di maschere idratanti per pelli secche e grasse. Inoltre è diuretica come anche stimola l'attività del fegato e pancreas.

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Si possono mangiare crude?

Le melanzane dovrebbero essere mangiate cotte poiché, da crude, contengono solanina, una sostanza presente anche nelle patate che può risultare tossica per l’organismo. Nello specifico, un’intossicazione da solanina può provocare nausea, vomito, crampi addominali, mal di testa e altri disturbi gastrici. Chiaramente, il quantitativo di solanina assunto (e quindi i suoi effetti) sarà proporzionale al quantitativo di melanzane crude ingerito. In ogni caso, per eliminare la solanina è sufficiente cuocere le melanzane. Inoltre, i frutti più maturi contengono meno solanina.

Alcuni consigli per l'uso

La melanzana è un ortaggio tipicamente estivo, che ben si adatta ad essere grigliato o cotto alla piastra e condito con un po’ di olio extravergine di oliva, per accompagnare piatti di carne o di pesce. Le melanzane così preparate potranno poi anche essere congelate, per essere consumate in periodi differenti dell’anno. In Italia la melanzana viene spesso fritta (anche se non è certo il metodo migliore per consumarla) e così utilizzata per la preparazione di piatti tradizionali come la pasta alla norma o la parmigiana di melanzane. Può tuttavia anche essere cotta al forno, a vapore oppure bollita per la creazione di zuppe o piatti più leggeri e freschi. Per scegliere una buona melanzana è consigliabile tastarla e scegliere un ortaggio non troppo duro, che risulterebbe probabilmente acerbo. Al contrario, una melanzana andata a male risulta molle, rugosa e dal colore marrone e, una volta aperta, presenta parti scure nella polpa. Inoltre, una volta aperta vi consigliamo di utilizzarla entro poco tempo per evitare che la sua polpa possa annerire velocemente. Alternativamente è possibile irrorare la polpa con del succo di limone.

Come togliere l'amaro delle melanzane

Le melanzane possono talvolta avere un retrogusto piuttosto amarognolo, che rischia di rovinare le nostre ricette. Ciò è dovuto principalmente alla presenza di solanina nelle melanzane. Per eliminare l’amaro dalle melanzane (e quindi togliere anche la solanina) si procede rimuovendo innanzitutto il picciolo verde, quindi si tagliano a fette (da crude), si cospargono di sale grosso e si lasciano riposare per un paio di ore.
Per un effetto migliore, è possibile mettere le fette di melanzane cosparse di sale dentro uno scolapasta, in modo da agevolare la fuoriuscita di acqua amara di vegetazione.
Trascorso il tempo, è necessario lavare accuratamente le melanzane sotto acqua corrente per togliere il sale. Un altro metodo per ridurre il sapore amaro dalle melanzane è quello di immergere le fette (tagliate nel modo desiderato) in una soluzione di acqua e aceto per almeno mezz’ora, quindi si risciacqua e si procedere alla cottura preferita.

Come congelare le melanzane

Uno dei metodi migliori per conservare questi ortaggi è quello di congelarli. In questo modo potremo fare scorta di melanzane, acquistandole possibilmente quando sono di stagione, e conservarle in freezer per diversi mesi.
Per congelare le melanzane crude si può procedere in questo modo: Lavate e asciugate le melanzane; Tagliatele a fettine o a cubetti; Mettetele in un apposito sacchetto e quindi in freezer.
È anche possibile congelare le melanzane già cotte, semplicemente riponendole in freezer una volta cotte e raffreddate.

Controindicazioni

Anche le melanzane non sono prive di controindicazioni. L’abbiamo dichiarato fin dall’inizio: la melanzana, così come tutte le altre piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee, contiene la solanina. La solanina è un composto tossico, che la melanzana produce proprio per difendersi dai predatori. Nonostante il quantitativo presente nella melanzana sia minore rispetto al quantitativo massimo da noi tollerabile, può comportare un problema. Per questo motivo si sconsiglia di consumarla cruda: il quantitativo di solanina diminuisce all’aumentare della maturazione e con la cottura. Precauzione anche in caso di gastrite o reflusso gastrico poiché le melanzane potrebbero aumentare la sensazione di acidità.
Inoltre, ricordiamo che le melanzane hanno un basso contenuto di purine e rientrano tra gli alimenti che è possibile mangiare in caso di gotta o elevati livelli di acidi urici.

Curiosità

Secondo molti esperti il nome melanzana deriva dal latino “mela insana”, che dimostra come, in tempi antichi, si pensava che il consumo di questo ortaggio potesse portare il consumatore alla follia.

Articolo di
Dott.ssa De Lorenzo Simona

 

I suoi contatti:
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Email: simonadelox@libero.it

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